Le dichiarazioni sulla campagna Nolita

25.09.07

Le dichiarazioni sulla campagna Nolita

La campagna Nolita di cui vi abbiamo parlato ieri, oggi trova spazio su molte testate.
Dal sito di Repubblica, ricaviamo la dichiarazione di Oliviero Toscani:
"Io ho fatto come sempre un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo. Sono anni che mi interesso al problema dell'anoressia. Un tema tabù per la moda. Come l'Aids ai tempi. Adesso l'argomento tabù è l'anoressia. Io non credo che la moda abbia grandi responsabilità nel problema, è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi".

Traete liberamente le vostre conclusioni e fatevi un opinione in merito.

Da parte nostra ci limitiamo a dissentire dall'assurda l'affermazione di Fabiola De Clerq, presidente di Aba (Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e l'obesità): "L'utilizzo di questa immagine è suscettibile di indurre fenomeni di emulazione e non aiuta certo i diretti interessati né le loro famiglie".


di nyky | 18:00:00 | Permalink 35 commenti

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Commenti, Trackbacks, Pingbacks:


gio [Visitatore] Email
naturalmente il presidente dell'associazione non si riferiva alle ragazze sane che guardando questa modella potrebbero emularla,ma alle ragazze anoressiche.
si puo' essere anoressiche anche con qualche chilo in piu'...allora una persona con problemi psicologici puo' pensare ..posso arrivare a pesare quanto lei.
la dichiarazione non era cosi' breve.continuava dicendo ..."questo non aiuta ne' gli interessati nè le loro famiglie.si accendono i riflettori e poi si spengono .e le famiglie si vedono sbattere le porte in faccia dai grandi ospedali"
era questo il senso della dichiarazione
PermalinkPermalink 25.09.07 @ 18:17

Daniele [Visitatore] Email · http://www.scattodesign.com
Anch'io sarei propenso a credere a un esperto del settore su un problema che ha implicazioni psicologiche. Una campagna sull'anoressia non può essere realizzata con leggerezza senza un serio approfondimento sul tema.
PermalinkPermalink 25.09.07 @ 18:19

gio [Visitatore] Email
poi sicuramente l'anoressia non è un problema che ha creato il mondo della moda ...ma che un Brand come Nolita ,che secondo me non arriva nemmeno alla taglia 46,si permetta di fare una pubblicita' come questa non è solo eticamente sbagliato...anzi l'etica non scomodiamola proprio..è semplicemente incoerente con lo stile e i valori del marchio.
PermalinkPermalink 25.09.07 @ 18:30

slego [Visitatore] Email
qui la questione è una sola: questa è una pubblicità, un'immagine che serve a far vendere un prodotto. se toscani vuol fare il reporter lo faccia: lavori per testate giortnalistiche o faccia dei libri.
ma se fa pubblicità non tiri in ballo pippate di etica, testimonianza e quant'altro: è pagato - suppongo tanto - da un'azienda che sfrutta il raccapriccio di un'immagine di sofferenza per fare soldi. e lui sta allegramente al gioco. per me - l'avevo già scritto - questa è merda.
PermalinkPermalink 25.09.07 @ 19:29

gio [Visitatore] Email
la parola adatta è AUTOREFERENZIALE.
questa non è nè una pubblicita' con fini sociali ne' con fini promozionali.
qui cè toscani che parla di toscani.
PermalinkPermalink 25.09.07 @ 20:16

Andrea [Visitatore] Email
Cavolo ragazzi, adesso tutto ad un tratto siamo tutti d'accordo? Ottimo direi, ma poi scusate fate caso all'ultima della serie di contraddizioni: lo stesso Toscani dichiara che non è la moda, secondo lui, a causare l'anoressia ma bensì i media etc...e allora che cavolo usa lo spot di una casa di moda per lanciare il messaggio contro la malattia? Ma mi faccia il piacere.
PermalinkPermalink 25.09.07 @ 21:52

superciccio [Visitatore] Email
COMMENTO OFFENSIVO CANCELLATO DALLA REDAZIONE
PermalinkPermalink 25.09.07 @ 21:54

superciccio2 [Visitatore] Email
Toscani è ***! Ci propina le sue idee spacciate da comunicazione, pubblicità.
Alla fine è un mediocre.

COMMENTO OFFENSIVO PARZIALMENTE CANCELLATO DALLA REDAZIONE
PermalinkPermalink 25.09.07 @ 21:58
Beh io sono ignorante e so di esserlo ma mi piacerebbe sapere con quale esperienza reale si possa definire l'affermazione della De Clerq come assurda. Mica lo dico con polemica. Mi piace solo capire.

Personalmente ho dubbi (non certezze) su di un paio di questioni:

a) e' corretto usare la malattia come veicolo di vendita ?

b) e' corretto esporre immagini sciocccanti alla visione di bambini che non sono attrezzati per capire quello che vedono ?

Bello sto blog .. mi piace

Bob
Medico chirurgo fuori, fotografo dentro :)
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 09:52
Ops dimenticavo una cosa. Ripeto io non sono uno psichiatra ne un esperto di anoressia, ma per caso ieri mi e' capitato di leggere un blog di una ragazza anoressica.

L'intelligenza di quella ragazza spiccava, lampante, come unflash negli occhi. Il suo vivere l'anoressia come una malattia anche.

Traspariva anche da molte righe il tema del "farsi osservare".

Se sei visibilmente anoressica la gente si gira e ti guarda. Non sei piu anonima.

E la tipa spaventosamente anoressica la guardano tutti e ne parlano tutti.

Da qui l'illazione, ripeto ancora una volta sino alla noia senza essere un esperto, che se il tema dell'essere notate e' una delle molle dell'anoressia, forse esporne una sui cartelloni pubblicitari, potrebbe (condizionale) creare un modello comportamentale.

Bob
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 09:58

gianmarco [Visitatore] Email
@bob
allora togliamo anche quelle dove le ragazzine (visibilmente minorenni) si vestono e si atteggiano da troiette, le publicità dove le macchine sfrecciano a 300 kmh, le foto con le donne sottomesse da un branco di pervertiti e soprattutto le pubblicità degli alcolici.
Se si pensa (ed io non lo penso) che la pubblicità abbia tutto questo potere.......
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 10:42

slego [Visitatore] Email
la pubblicità ha molto potere: non si spiegherebbe altrimenti come mai nascono certi miti, come certi oggetti superflui diventano irrinunciabili e prodotti mediocri si traformano in veri "must"; e non si spiegherebbe perché le aziende investono tanto denaro in queste campagne.
quindi perché no, gianmarco? perché non togliere tutte quelle che hai detto? magari è la volta buona che nelle pubblicità si torna a parlare di prodotti.
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 12:21

gio [Visitatore] Email
concordo con slego.
l'unica cosa buona di qst pubblicita' è che ha fatto un po'riflettere..ma non sull'anoressia ...sulla pubblicita' e il suo scopo.
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 12:25

nyky [Membro] Email
Bob,
ci sembra assurdo sostenere che la campagna potrebbe creare fenomeni di Emulazione.
Tutto qui
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 12:28

gianmarco [Visitatore] Email
se fossi così ci metterei la mia firma subito.
Però..mi chiedo..perchè io e tutte le persone che conosco questa influenza non la avvertono, a quantomeno mantengono quel critico distacco che si dovrebbe avere verso tutti i tipi di messaggio?
Qual'è la discriminante per cui c'è chi subisce il messaggio e il conseguente condizionamento e chi no?
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 12:46

gio [Visitatore] Email
la discrimante...mah forse bagagli culturali diversi.noi siamo addetti ai lavori..allora riusciamo a porci con un atteggiamento critico ,a volte costruttivo a volte meno ,nei confronti di certi messaggi pubblicitari.non tutti hanno questa fortuna.
le pubblicita' trasmettono emozioni e vanno ad agire su un lato non conscio della nostra personalita'(psicologia dei consumi,non lo dico io).la mia amica mi diceva :compro quella borsa perche 'cosi mi sento bene.
razionalmente è inspiegabile,emotivamente si.
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 13:15

Antonio [Visitatore] Email
Sono pienamente daccordo con le dichiarazioni dell'eccelso Toscani. Il fatto di riportare in una campagna pubblicitaria dissacratoria un argomento tabù, è un modo impeccabile per accendere (ancora una volta) i riflettori su una piaga di quelle che, più se ne parla e meglio è.
Per questo dissento chiaramente dalla posizione dell'associazione famiglie persone anoressiche. I problemi nascono quando non se ne parla, non quando è il contrario! e, visto che il principale imputato di questo malessere del nostro tempo è il sistema mediatico, quale migliore modo di combatterlo del sistema mediatico stesso? Poi, sta alla sensibilità di ciascuno di noi impiegare l'occasione per costruirci qualcosa di buono o strumentalizzare il tutto. Come al solito, è il buon senso che fa la differenza.
Antonio.
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 13:57

gianmarco [Visitatore] Email
la cosa tragica è secondo me che si debba aspettare l'iniziativa dei privati e non ci siano strategie associative e pubbliche.
Forse hanno finito i soldi per studiare il logo dell'Italia e per il sito italia.it ....
@gio
[mode presuntuoso ON] hai ragione, ma a volte vorrei che il mio dirito di ricevere messaggi e stimoli il più vario possibile non sia limitato dal fatto che altri li possano interpretare in modo diverso.[mode presuntuoso OFF]
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 14:10

uno, nessuno, centomila [Visitatore] Email
Ma del famoso codice deontologico della pubblicità, in base al quale il Gran Giurì dovrebbe deliberare in casi del genere, l'esimio sig. Toscani ne ha mai sentito parlare?
O quella è roba solo da "sfigati" studenti di Scienze della Comunicazione?
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 16:01

Marco [Visitatore] Email
Sul sito di Repubblica (26-09-2007, ore 17.00) hanno messo una video-intervista a Fabiola De Clerq, che rende chiaro e inequivocabile il senso delle sue affermazioni sulle possibili emulazioni. Io penso che chi ha considerato le sue parole "assurde" abbia frainteso. E personalmente credo che, anche alla luce di questa intervista, le sue siano affermazioni condivisibili e su cui bisognerebbe riflettere. Ah, Fabiola De Clerq ha avuto problemi di anoressia, quindi forse è una voce da ascoltare sul problema. Cosa che evidentemente non ha fatto Toscani (a cui interessa solo tenere viva la sua immagine di "fotografo-pubblicitario controcorrente") e sicuramente non ha fatto il marchio No-lita (a cui interessa solo fare un caso mediatico per farsi pubblicità sulla pubblcità e potere vendere di più: obiettivo completamente raggiunto, complimenti).
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 17:02
@gianmarco
Guarda che capisco benissimo e sono pure d'accordo con il tuo punto di vista, pero' secondo me tra i tuoi esempi e questa campagna una discriminante c'e' , e l'ho notata nelle domande dei bambini dell' asilo di mia figlia che per entrare a scuola passano proprio sotto uno di queir cartelloni.

Mentre a LORO le tue immagini (fino a poco tempo fa c'era quella tipa con le mezze tette di fuori di qualche ADSL o simili) proprio non fanno un baffo, manco le guardano (che ne sanno di troiette, di alcolismo, di pirati della strada etc. a 5 anni) quella invece li copisce e li spaventa. E' giusto che il sig. Toscani possa spaventare un bambino di 5 anni ??? Boh ???

@nyky
Guarda che il punto che cercavo di fare e' che le nostre "impressioni" e le nostre "idee" (emulazione si emulazione no, mi sembra ovvio, mi sembra assurdo) forse sono un poco presuntuose. Siamo esperti della faccenda ? Una volta si chiamavano preconcetti. Siamo piu esperti della tipa dell'associazione ? Dubito. Facendo il medico un esame di psichiatria l'ho pure dato eppure so benissimo di non essere qualificato per dare pareri autorevoli in materia. Non mi ricordo chi ma ho sempre trovato che la frase "se sai parla, se non sai taci" sia troppo poco di moda :) Quindi mi domando ma il sig. Toscani si e' posto la domanda se la sua "campagna dissacrante" (che termine noioso e fuori luogo) potesse o non potesse fare danni tra alcuni dei suoi spettatori e/o potesse davvero contribuire a migliorare la coscienza del pubblico sull'argomento ? Si e' fatto dare un parere autorevole da qualcuno che il mondo dell'anoressia lo conosce DAVVERO ? Boh ? Se non l'ha fatto l'asserzione di aver fatto un "servizio sociale" mi pare una enorme onanistica buffonata.

Un saluto
Bob
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 20:30

gio [Visitatore] Email
L'ufficio francese di controllo della pubblicita' ha bloccato questa campagna che quindi in Francia non si vedra'.
"Questa foto è un grosso colpo di marketing eticamente abominevole""ha usato una malattia per uno scopo commerciale".
Queste le motivazioni.
State tranquilli in italia IAP,MOIGE e GRAN GIURI' stanno ancora ascoltando " la patatina di rocco siffredi".....
no commente
PermalinkPermalink 26.09.07 @ 22:30
ROFL @ gio

la patatina tirante di rocco siffredi !!!

lol

sei un mito !

Bob
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 11:22

Andrea [Visitatore] Email
Grande gio! vado a vivere in Francia.
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 11:31

gianmarco [Visitatore] Email
@andrea

quindi un paese con più censura è secondo te un posto migliore dove vivere?

@gio
capisco anche io il tuo punto di vista, e non nego che ha punti su cui riflettere.
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 12:07

Andrea [Visitatore] Email
gianmarco non è esattamente così, dipende DOVE e COME usi la censura. Esistono pubblicità che hanno una fruizione passiva mente altre hanno fruizione più attiva...tutto dipende soprattutto dal canale utilizzato. Ora io sono per la libertà di idee etc...perciò non approvo che un film ad esempio venga censurato: è una mia scelta andarlo a vedere perciò basta dare i giusti avvertimenti (nel caso dei minori poi, vabbè, è ovvio che non può essere ritenuto libero del tutto di scegliere un minorenne!). Nel caso di Toscani si tratta di un bel manifestone che, volente o nolente, ti tocca guardare per forza, non è una scelta dell'individuo ma bensì è un'imposizione e allora non mi sta bene. Censura.
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 12:27

gianmarco [Visitatore] Email
mha...io andrò controcorrente, ma sono per la libertà ASSOLUTA di espressione, senza alcun limite.
Io sono per l'anarchia comunicativa e visiva, son per la massima ricettività culturale, anche nelle sue forme più deliranti e sconvolgenti, ritengo che sia la somma di tante sensazioni a formare le persone, e per questo non credo che ai minori vada negato qualcosa solo perchè minori.
La censura si applica in tanti posti del mondo e sempre censurando non qualcosa di universale, ma seguendo dettami sociali, culturali e antropologici ben precisi e radicati...e allora, i minori occidentali vanno tutelati sualcune cose e quelli per esempio asiatici su altre? Lo scopo è solo quello di prepararli ad una perfetta intgrazione culturale che non hanno scelto e che altri ritengono sia quella corretta?
Come vogliamo che crescano?
Siamo così sicuri che i messaggi e gli stimoli che vogliamo recepiscano siano quelli che hanno fatto di noi delle persone come quelle che siamo?
Io ritengo che in molti abbiano combattuto in gioventù contro imposizioni, limiti, stupidi pregiudizi culturali, perbenismo, ipocrisia, bigottismo (si dice così?), poi...improvvisamente si rinnega tutto e si pretende che le nuove generazioni crescano con le nuove, nostre idee...siamo veramente sicuri che la strada sia questa?
sorry per il delirio mistico...ma sono temi che ritengo importanti!
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 13:02

Andrea [Visitatore] Email
gianmarco mi sembra tu stia un pochino esagerando, è vero che un individuo cresce in un preciso contesto socio-culturale in cui ognuno cerca di insegnargli/imporgli qualcosa, crescendo il soggetto in questione inizierà a scoprire che ci sono anche altre possibilità, altre cose e farà le sue valutazioni, i suoi errori, le sue esperienze così da capire e scegliere consapevolmente che posizione prendere, cosa decidere, in cosa credere. Non ci vedo nulla di strano, su cui polemizzare, in questo processo che è naturale e giusto secondo me. Che senso ha sbattere tutto in faccia sin dall'inizio ad un bambino che non ha di certo i mezzi per poter capire il senso di tante cose? Perchè fargli conoscere da subito il marcio che prima o poi comunque scoprirà ad esempio? Pensi che cresca meglio? Direi proprio di no. Guarda credo che tutti noi abbiamo visto o sentito almeno una volta qualcosa di troppo quando eravamo piccoli e non potevamo capire...e non sono bei ricordi per nessuno credo. Stessa cosa vale comunque per un adulto che ha le sue convinzioni, il suo senso del pudore, la sua sensibilità etc...perchè devo imporgli di vedere una cosa che lo infastidisce o lo destabilizza? La libertà deve stare nel fatto che SE VOGLIO posso andare a vedere quello che mi va, se sono consapevole di quello che faccio e lo decido io però...non perchè qualcuno me lo impone. Quella che tu chiami anarchia o libertà di espressione in realtà è tale solo per alcuni perchè per altri significa imposizione delle idee altrui ma la mia libertà deve finire dove comincia quella dell'altro, si sa no?
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 14:35

gio [Visitatore] Email
@gianmarco
a priori anch'io sono per un paese libero di informare e comunicare.in questo caso pero' mi sono sentita particolarmente toccata:il rapporto cibo-corpo per una donna tocca angoli della personalita' davvero profondi.mi rendo conto di non essere obiettiva e di non parlare da "addetta ai lavori"(anzi non posso proprio parlare con questo titolo perchè sto ancora finendo di studiare)ma semplicemente da donna con un rapporto conflittuale con il cibo.
@andrea
rispetto tutte le tue posizioni pero' a volte il confronto dovrebbe essere piu' pacato e costruttivo

esco dalla conversazione su lolita altrimenti mi viene l'orticaria,sono troppo coinvolta.
buon pomeriggio e soprattutto buona creativita' a tutti:):)
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 14:54

gianmarco [Visitatore] Email
rispetto assoluto per la posizione di tutti.
penso comunque che la propria testa sia la miglio forma di censura possibile - vedo tutto, scelgo quello che voglio -
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 15:15

Schism [Visitatore] Email
Soffro di disturbi alimentari da dodici anni e la malattia mi sta lentamente portando alla fine.
Ho girato tutta italia alla ricerca di aiuto,e quello che mi è stato dato è sfiducia,perdita di tempo e danaro e una dipendenza da psicofarmaci(perchè è così che ti curano).
Ho vissuto 24 anni a vedere inerme la malattia disintegrarmi il corpo e l'anima davanti agli occhi,ho visto cadermi i denti e i capelli,tante ragazze mie compagne di terapia sono morte.
erano tante quelle che ogni mattina affollavano le sale d'aspetto degli ospedali,accompagnate da genitori distrutti,ed erano ragazze che avevano l'aspetto e il peso di Isabelle Caro.
Ho visto corpi ancora più emaciati del suo,per cui queste foto a me non spaventano per nulla.
Mi spaventa la crudeltà del marchio Nolita e di quest'uomo orribile che si permette di spacciare per opera buona un evidente tentativo di lucro su una malattia che uccide senza pietà.
Allora facciamo anche una pubblicità con una bella tetta marcia di cancro per Intimissimi a questo punto,no?perchè per parlare di anoressia bisogna per forza fare queste stupidaggini?
E la De Clerq ha pienamente ragione,perchè ha posto l'attenzione su un aspetto dell'anoressia che il signor Toscani avrebbe dovuto scoprire prima di fare la sua ennesima uscita da fotografo dissacrante :il web è popolato da siti e video "pro ana" e "pro mia" gestito da ragazze nel pieno della malattia.
Ad un certo punto nella fase anoressica si avverte come una sorta di onnipotenza e subentra la sensazione di tenere finalmente in pugno il proprio corpo e le proprie emozioni.
Controllarsi fino all'autolesionismo,sopprimere i bisogni naturali del proprio corpo e piegarli al proprio volere in questa fase sembra grandioso,e questi siti sono popolati da immagini chiamate "thinsipiration"in cui ragazze che sono arrivate a 40 chili guardano ossessivamente foto di ragazze che ne pesano 30 per darsi forza.
Ad un'anoressica in questa fase,lo sbattere lo scheletro di una ragazza sui tabelloni pubblicitari fa pensare solo"ecco non mi aiutano perchè sono ancora troppo grassa,posso diventare anche io così"
Grazie Toscani per averci dato una nuova thinspiration con cui fare i conti.
Questa malattia ha dinamiche che possono sembrare totalmente assurde per chi non la vive..per questo sarebbe cosa buona e giusta che chi non ne capisce un cazzo tenesse la bocca chiusa invece di fare danni.
PermalinkPermalink 27.09.07 @ 18:02

Valentina Faussone [Visitatore] Email · http://www.valentinafaussone.it
@ slego: la gente compra cosa "inutili" e genera "falsi miti" perchè, specie nei paesi ricchi, non ha bisogno di oggetti, ma di sensazioni, consolazioni e emozioni autoappaganti e autoreferenziali.
Compra oggetti perchè sono simbolici di più potere, di più autostima, di maggior considerazione da parte degli altri.
La gente compra ciò che vuole comprare e fa ciò che già voleva fare: altrimenti come mai le pubblicità progesso contro gli incidenti in auto non danno (statistiche alla mano) quasi alcun risultato da anni e in nessun paese?

Se tutto questo non ci piace (a me non piace, ad esempio) facciamo un bel mea culpa collettivo.
Limitarsi a trovare un colpevole anzichè fare autocritica costruttiva è inutilmente polemico e moralmente discutibile.

@Schism: sono molto perplessa anzi, turbata, che Oliviero Toscani non sembri aver fatto la cosa che a me pare del tutto ovvia. Chiedere alle associazioni di lotta contro l'anoressia un brief su come agire PRIMA di mettersi a fare alcunchè. Essendo un pubblicitario dovrebbe sapere cos'è un brief e a cosa serve!
Se la signora De Clerq obietta su questa campagna sono certa che abbia motivi validissimi per farlo. Ed è tragico che si scherzi così con una malattia che porta alla morte e che ha radici così profonde nella psiche.

Schism: dalle tue parole emerge un grande coraggio. Hai ancora molte cose da dire e da dare. E io credo che riuscirai a farlo, nonostante tutto. Ti faccio i miei migliori auguri per la tua battaglia.
PermalinkPermalink 02.10.07 @ 20:56

g [Visitatore]
SCHISM sei un fake. Già solo per la tetta marcia di cancro per intimissimi. Mamma mia che aggressività. E' una pubblicità. E' provocante, ok? E allora? Che differenza è? Ma quale esempio? ma cosa stai dicendo? Per fortuna c'è ancora gente che si spaventa guardando una pubblicità. Almeno se ne parla. Forse voleva giusto sollevare il plolverone. Chissà
PermalinkPermalink 02.10.07 @ 23:25

Schism [Visitatore] Email
guarda mi piacerebbe tantissimo essere un fake,credimi.
Di sicuro non mi metterò a spendere tempo e parole per convincere te che sono malata,sai quanto me ne fotte,pensa quello che vuoi.Mamma mia che aggressività? Scusa eh,è solo che mi rode parecchio il culo che qualcuno "sollevi un polverone"per pubblicizzare una casa di moda utilizzando una cosa che mi ha rovinato la vita per sempre.
"E' una pubblicità,che male c'è"????
Ma veramente fai??
E se davvero avessero fatto una pubblicità in cui veniva mostrato qualche danno orribile prodotto da qualche male fisico di cui magari ha sofferto un tuo caro tu cosa avresti detto?
Non a caso ho fatto l'esempio del cancro,malattia serissima per cui ho perso una persona cara,ma intoccabile come tutte le malattie che partono dal fisico e nel fisico si consumano.Su quelle il polverone NON si può sollevare con una cosa che tu chiami "immagine provocante",per amor di dio. Quando si parla di anoressia invece si vero?
Mamma mia che tristezza.
Ti sei chiesto perchè sono solo ed esclusivamente le persone che soffrono di DCA e coloro che le curano da anni(sicuramente più competenti in materia di te o di Toscani)xhe denunciano a squarciagola i reali danni di questa campagna per le persone che hanno questo male? Chieditelo,magari non siamo pazzi,ma conoscendo purtroppo bene la bestia della malattia sappiamo di cosa stiamo parlando.

(Grazie mille Valentina per le tue parole.Sono in lista d'attesa per un ricovero e l'idea mi fa stare meglio.Lotterò con le unghie e con i denti ma lei non mi ucciderà,non mi avrà mai.Un bacio)
PermalinkPermalink 03.10.07 @ 03:30

Tao Tao [Visitatore] Email
"@Schism: sono molto perplessa anzi, turbata, che Oliviero Toscani non sembri aver fatto la cosa che a me pare del tutto ovvia. Chiedere alle associazioni di lotta contro l'anoressia un brief su come agire PRIMA di mettersi a fare alcunchè. Essendo un pubblicitario dovrebbe sapere cos'è un brief e a cosa serve!"

Errore gravissimo: Toscani NON E' UN PUBBLICITARIO. SI SPACCIA PER TALE.

Questa campagna, oltre che vergognosa, è allucinante e ricalca (anzi direi copia) le sue vecchie campagne Benetton.
In quanto ad altre campagne, sfido chiunque a ricordarsi una sua campagna per un prodotto o per un servizio che abbia lasciato il segno.
E tanto per gradire, aspettate di vedere la campagna che ha realizzato ora ora per il Ministero della salute. Un'altra botta di geniale creatività insulsa e inutile. Pagata da tutti noi.
PermalinkPermalink 03.10.07 @ 09:41

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