Sicurezza stradale: ma perchè in Italia è diverso?

28.05.07

Sicurezza stradale: ma perchè in Italia è diverso?

Simone ci segnala l'interrogativo posto da ASAPS.it, il portale della Sicurezza Stradale: nella comunicazione della sicurezza stradale italiana "si fanno spot molto cerebrali che dicono senza esagerare, informano senza spaventare", mentre in altri paesi si va dritti al sodo, mostrando gli effetti di quelle che al momento sembrano solo leggerezze.
Ultimamente ne abbiamo parlato a proposito dell'Irlanda e della Finlandia e, in queste occasioni, qualcuno ha portato la testimonianza di iniziative mirate, ma comunque di debole impatto rispetto a quelle straniere. Oggi torniamo a mostrarvi due filmati spagnoli sull'importanza dell'uso del casco e della cintura di sicurezza, e chiediamo a voi target di queste campagne: perchè in Italia è diverso?


di meghi | 12:00:00 | Permalink 21 commenti
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Il grande Lebowski [Visitatore] Email
Perchè a commissionarle è il ministero, quindi uomini politici. E perchè viviamo in Italia.
Con tutto ciò che ne consegue.
(es. il non voler entrare nell'occhio del ciclone per la nascita di polemiche, associazioni di categoria che si lamenterebbero, associazioni di pseudo protrettori dell'infanzia che si ribellerebbero, etc. etc. etc.).
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 12:29

Daniele [Visitatore] Email · http://www.scattodesign.com
Un incidente stradale non è altro che quello mostrato nei video spagnoli, nè di più, nè di meno. Non vedo perché nascondere alla gente la realtà dei fatti.

In Italia mancano le cosiddette, per fare le cose giuste come dovrebbero essere.
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 12:33

Francesco [Visitatore] Email · http://prositnonprosit.blogspot.com/
In Italia è diverso perché tutto ciò che accade è pretesto per fare politica. La politica In Italia è darsi contro e quindi strumentalizzare ciò che accade.
Quindi se infondi un turbamento nella popolazione sei un sovversivo. Ma se proponi uno stile di vita con auto veloci, bevande alcoliche per giovanissimi, energy drink, profumi e occhiali da sole... sei positivo!
Fare controinformazione costa una gran fatica.
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 12:51

Filippo [Visitatore] Email
Questo spot me ne ricorda un altro di tanti anni fa dove la solita auto guidata dalla solita famigliola frenava all'improvviso e mamma . babbo . figliolina si salvavano perchè legati dalla cintura di sicurezza mentre la bambola della figliolina andava in rallenty a sfasciarsi la testa contro il vetro . Impressionante . Me la ricordo ancora .
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 13:11

RAFFAELE [Visitatore] Email · http://www.myspace.com/pigna_pignarello
non sono pienamente d'accordo con francesco che parla di controinformazione!!! Quella della sicurezza stradale non è affatto controinformazione è L'INFORMAZIONE!!! sarebbe più corretto dire che una pubblicità progresso paga di meno di una di D&G e affini....basterebbe capire che molte vite salvate sono sicuramente meglio di centinaia di migliaia di euro nelle tasche di concessionarie e reti televisive!! Poi..vorrei dire che non siamo sempre stati così frivoli sulle pubblicità progresso....vi ricordate quella sull'AIDS? Quella in cui si vedevano dei mezzi busti di ragazzi che si giravano e avevano gli occhi bianchi??? Beh, un altro argomento, ma di sicuro impatto...sia la campagna stampa che lo spot video tuttora mi inquietano!!
infine....i miei complimenti per la vittoria!!!
buona settimana a tutti!!
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 13:44

Andrea [Visitatore] Email
Scusate ragazzi ma io taglierei la testa al toro, evitando l'inutile dibattito sull'essere politicizzati, controinformativi o meno etc....dicendo semplicemente che NON SERVE ogni volta far vedere le scene nude e crude nella speranza che sortiscano un minimo di effetto in più! vogliamo arrivare allo splatter magari? e perchè no? in fondo sarebbe realistico anche quello no? non fatemi ridere dai: deve ancora nascere chi dimostra che uno spot che semplicemente allude ad un incidente fà meno effetto di uno che sembra una scena da film horror...volete farmi credere che il giovane mezzo bevuto alla guida al sabato sera pensa di più allo spot macabro (che non ad uno allusivo) e rallenta? ma andiamo.
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 15:18

Gianluca [Visitatore] Email
Andrea te lo firmo questo discorso.
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 15:28

RAFFAELE [Visitatore] Email · http://www.myspace.com/pigna_pignarello
tanto vale allora non farle le pubblicità progresso.....vero???? Bene!!! se i discorsi di prima erano inutili, quest'ultimo è proprio superfluo!! Ditemi allora voi (Andrea e gianluca) quale sarebbe la soluzione per incentivare la cultura della sicurezza su strada??? Mettere fisichella con la drive beer in mano in autogrill o magari ammettere che si combatte una battaglia persa??

si accettano idee e/o ipotesi!
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 16:27

gianluca [Visitatore] Email
Raffaele una campagna fatta bene non può cambiare un comportamento derivato dall'ignoranza (a mio avviso, ovviamente).
Ogni volta che vedo queste cose dico:" Ma il target? non ci pensiamo al target?"
E' triste ma se sei un pazzo che va sulle provinciali a 230 km/h non ti ferma nulla. Non capisci. Ti senti un dio. Ti senti migliore alla guida: "A me non succede:"
Il popolo, inteso come massa/branco, è per definizione stupido. Segue logiche irrazionali e te pensi che con una campagna razionale (se non fai questo= succede quest'altro) modifichi il comportamento?
Sento parlare di campagne giuste, eticamente utili e socialmente condivisibili.
Ma allora perchè non vietiamo le pubblicità della c3 con il sequenziale che a Capirossi, se corre, gli conservano il pane?
Quella è diseducativa.
Mi chiedi di fare proposte? Te ne faccio una.
"Che le macchine non si possano proprio accendere se la cintura non è inserita. Se la togli al semaforo, ti si rispegne"
Con questo, forse, salvi un po' di persone ma, come evdi, non si basa su una campagna di comunicazione.
I ragazzi con le cartoline contro le droghe ci fanno i filtri! Apriamo gli occhi.
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 17:11

RAFFAELE [Visitatore] Email · http://www.myspace.com/pigna_pignarello
certo che una campagna fatta bene non può eliminare il problema, ma sicuramente può fare qualcosa! Tutti i nuovi modi di comunicare (ambient e guerrilla) possono fare molto, toccando da più vicino il target. Qui nessuno pensa che con l'advertising si può salvare il mondo, ma che si può cercare di farlo girare in modo diverso forse sì! non sono utopico e anche io penso che il problema principale di molti dei guai della nostra modernità sta nella "malattia" delle persone, ma scegliere una "non azione" non mi sembra la strada giusta. Quanto poi agli spot diseducativi si ritorna al mastodontico problema delle multinazionali ovvero politici ovvero soldi....dove l'unico modo per combatterli è appunto la CONTROINFORMAZIONE (stavolta il termine è usato propriamente)
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 17:34

RAFFAELE [Visitatore] Email · http://www.myspace.com/pigna_pignarello
ah dimenticavo......definire "il popolo" una massa e/o branco è un concetto molto più che primitivo....l'audience che ascolta è più che attiva e recettiva...basta parlare con voce e parole giuste! ;-)
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 17:37

Flavia [Visitatore] Email · http://simplyaddicted.splinder.com
Io dico solo che le campagne sociali degli altri paesi (sì, quelle crude) diventano argomento principale di articoli, ispirano post e scatenano il passa-parola.
Quelle italiane, piatte, scialbe, dilettantesche e didascaliche, si perdono nella marmaglia generale. Sono come quei filmati che fanno vedere nelle scuole, vecchi di decenni e estranei al pubblico cui sarebbero indirizzati.
E questo non significa necessariamente che si debba sbattere in primo piano il cadavere:
PermalinkPermalink 28.05.07 @ 19:09

Il grande Lebowski [Visitatore] Email
Vediamo di fare un po' di chiarezza.
Le campagne della pubblicità progresso non puntano a modificare i cambiamenti delle persone. Nessuno le realizza con questo scopo e nessuno pensa che ciò possa avvenire con un filmato.
Puntano A SENSIBILIZZARE l'opinione pubblica su determinati argomenti. Ecco il loro scopo. grazie a ciò si possono ottenere dei cambiamenti, ecco a cosa servono (può cambiare la legge, può far riflettere, il che è già molto, e solo dopo si può indurre a determinate azioni). L'esempio del ragazzo che non diminuisce la velocità? Vero, ma se si sensibilizza l'opinione pubblica, magari il mondo politico inizia ad avere interesse ad aumentare i controlli, a fare come all'estero. Perchè è la gente che li chiede, ed è la gente che vota. E magari quel ragazzo che viaggia a 230 ubriaco, non potrebbe perchè si vedrebbe ritirare la patente e confiscare la macchina. O non berrebbe per guidare, perchè sarebbe considerato sfigato (in america avviene così).
E' solo un esempio, ma magari rende il concetto.

Non pagano? pagano poco, Vero. Ma questa dovrebbe essere una ragione per farle in un certo modo. NOn si sente dire dal cliente "sono io quello che pago". E questa cosa succede sempre più spesso. Ed è una delle cause della scarsa creatività.

Possono essere realizzate in mille modi, non necessariamente farebbero riflettere con un cadavere. Vero.

Non vannno paragonate assolutamente alla comunicazione commerciale: altri obiettivi, altri costi, altre modalità realizzative.
NON è assolutamente vero che proprio perchè pagano poco le concessionarie non hanno interesse a mostrarle.

le ragioni del perchè sono "scialbe" sono prettamente ed esclusivamente politiche. C'è una case history molto interessante, quella di un filmato dove su una malattia (non ricordo quale) si andava in un parlamento e si diceva "la vera malattia è l'indifferenza". Sapete cosa è successo? Le tv non hanno voluto pubblicarla. Perchè insultava (giustamente) l'indifferenza del mondo politico nel fare le leggi.
Dovreste sapere come funziona il processo di produzione e approvazione di certi messaggi, poi capireste il perchè in Italia non sono aggressive. Ma non è colpa del mondo pubblicitario. Noi in agenzia, e in qualunque agenzia, faremmo la fila per fare le campagne sociali in un certo modo.
PermalinkPermalink 29.05.07 @ 10:00

Andrea [Visitatore] Email
Sono contento che il dibattito si sia fatto così vivo, prendo atto dei punti di vista di Raffaele e di Lebowski (ha ragione a dire che probabilmente, e paradossalmente forse le pubblicità progresso non sono dirette al target al quale in realtà si riferiscono ma vorrebbero generare un effetto "a cascata")...ma ciò non conferma altro che la mia idea: ste benedette pubblicità colpiscono solo coloro che già sono sensibili e attenti al problema, siamo noi stessi che ci raccontiamo la fiaba mentre coloro che dovrebbero apprenderla non ci stanno manco a sentire. E' così per la velocità, per la droga, per l'aids etc...il governo e la gente che ci pensa lo fà a partire da quello che vive in prima persona o che sente al telegiornale (e allora uno fà una legge, l'altro modifica il suo comportamento) ma per gli altri, quelli "recidivi" servono solo altri linguaggi: sanzioni, pene, minacce,cure...e una pubblicità progresso non è nulla di tutto ciò.
PermalinkPermalink 29.05.07 @ 20:44

Il grande Lebowski [Visitatore] Email
Beato te Andrea, che vivi pieno di certezze. Che non riesci a capire che in certe campagne non esiste un target. Perché l’unico target è la società, alla quale tu appartieni.
Tu. Come io, voi, gli altri. Sì: gli altri. Proprio quelli a cui ci riferiamo quando parliamo di comportamenti sbagliati. Perché la terza persona plurale in quel caso diventa un imperativo, mentre la prima plurale un taboo.
Che possono essere il guidare, il bere, le cinture di sicurezza. Ma anche il gettare correttamente l’immondizia o non sprecare l’acqua.
Gli altri, quelli a cui a volte qualcuno si è pure riferito nei tuoi confronti.
È proprio questo lo scopo principale delle campagne sociali, colpire prima di tutto l’indifferenza. Perché solo così si può cambiare la società. Nessuno pensa di far cambiare un atteggiamento o un comportamento con un filmato. Sia essa campagna sociale o commerciale. Perché anche lì, nel commerciale, solo uno stupido può pensare che raccontando ad una persona “il mio detersivo lava più bianco” questa si rechi al supermercato e compri per forza quel detersivo solo perché l’ha detto un filmato.
Con il sociale si pensa prima di tutto a far riflettere una società. Il target.
L’ideale sarebbe sensibilizzare proprio quel ragazzo che citavi come esempio di guidatore a 230 km orari ubriaco. Ma lo società non è solo quel ragazzo. La società è
tu, io, noi, voi.
PermalinkPermalink 30.05.07 @ 11:03

Andrea [Visitatore] Email
Ehm, Lebowski la tua presunta abilità oratoria non cambia la mia idea: queste campagne secondo me fanno un buco nell'acqua perchè che vogliano essere rivolte ad una categoria specifica o all'intera società, finiscono sempre col colpire e sensibilizzare SOLO coloro che già sono consapevoli e attenti al problema e che non riescono a fare pressione su quelli che davvero dovrebbero recepire il messaggio perchè il mezzo adatto per farlo è troppo radicato e sfuggente. Il tuo sarà un atto di fede oppure il mio un atto di denuncia. Direi che la vediamo diversamente e basta.
PermalinkPermalink 30.05.07 @ 13:08

Astarte [Visitatore] Email
Credo che il discorso "società" come target possa voler dire anche un'altra cosa. Se il messaggio non è recepito dal singolo pischello che sfreccia a 230 kmh, magari potrebbe essere recepito da persone a lui vicine. Potrebbe essere una ragazza, un amico, che potrebbero rifiutarsi di salire in macchina con lui. Alla fine potrebbe ritrovarsi a correre da solo, magari dopo un po' capirebbe che sarebbe meglio andare piano e in compagnia.

E non sono convinto che tutte queste campagne siano un buco nell'acqua, credo che invece dovrebbero essere proposte con più frequenza. I messaggi pubblicitari, assieme a suggerimenti medici e decreti mirati, hanno cambiato ad esempio la percezione della sigaretta. Anche se non siamo negli USA, il fumatore inizia ad essere un malato, un portatore di disturbo, anziché quel bel tenebroso del Rick's Bar che avvolto in spire di fumo chiacchiera con Sam vicino ad un pianoforte.

Uno dei problemi è proprio l'inasprimento delle pene, che oggi restano ancora troppo lievi per chi contravviene al codice della strada. Del resto è notizia di oggi il guidatore altoatesino sorpreso a guidare ubriaco con una patente rilasciata dalla repubblica Ceca dopo che in Italia gliel'avevano ritirata definitivamente. Il bello è che gliel'avevano ritirata per sette volte, sempre per guida in stato di ubriachezza. Ecco, se lo Stato permette che una persona ubriaca possa guidare impunemente e vedersi restituita la patente per tutte queste volte, allora sicuramente c'è un problema a monte.

Per quanto riguarda poi la crudezza dello spot, non dico di scendere al trash, ma sicuramente vedere una faccia strisciata sull'asfalto con i danni che ne derivano toglie molto all'aura di immortalità delle persone, e anche al mito della morte da strafigo. Non c'è niente di esaltante nel crepare steso sull'asfalto puzzolente e sporco, mentre conti i tuoi denti sparsi per terra e sputi sangue e terra, finché ce la fai.
La Porsche di James Dean o la Thunderbird di Fred Buscaglione possono far pensare a qualche mente malata che c'è del gusto nel correre, magari a fare quella fine, è una parte del mito, del resto. Se avessero visto i cadaveri forse avrebbero cambiato idea. Non si muore come al cinema. È molto peggio. Non c'è mito.
PermalinkPermalink 30.05.07 @ 16:03

Andrea [Visitatore] Email
Caro Astarte, leggendoti mi viene da concludere soltanto in un modo: se davvero occorre far vedere i cadaveri per sfatare le morti mitiche alla James Dean vuol dire che siamo veramente una società di deficienti...qualche incidente in più non guasterebbe in questo caso. La lotta contro il fumo l'hanno fatta i fatti stessi, confermando dopo anni e anni che davvero il fumo provoca cancro etc...non l'hanno fatta gli spot. E lo stesso è per la velocità in auto: chi sta attento è colui che legge il giornale e ha perso magari un amico, per gli altri giovani che vivono il mito della velocità o dell'immortalità ci vuole ben altro che uno spot, in realtà basterebbero i fatti anche per loro...se soltanto si guardassero intorno...a meno che anche a loro non muoia un amico, allora forse funziona.
PermalinkPermalink 30.05.07 @ 18:35

Astarte [Visitatore] Email
Andrea, non sto dicendo, e non ho detto, che basta solo uno spot. Nel caso del fumo ho associato agli spot i decreti legge e i sempre più frequenti servizi medici ed informativi. Dieci anni fa non si faceva 'sta cagnara sul fumo. Con il tempo è mutata la percezione del pericolo, ed in primo luogo agendo anche sui non fumatori. Il danno del fumo passivo, lo stop alla pubblicità di sigarette, in alcuni paesi esteso anche alle competizioni sportive (via gli sponsor tabaccai da auto, moto, vela ecc.), poi le leggi contro il fumo nei locali pubblici, le frequenti trasmissioni infarcite di allarmismi e dati più o meno certi. Alla fine il fumatore ha cambiato pelle, è diventato un ghettizzato. Il non fumatore non ha più paura di dire spegni la sigaretta al tabagista, anzi, si trova in maggioranza adesso.

Nel caso degli incidenti al massimo si legge il bollettino del lunedì mattina. Non mi sembra la stessa cosa. E comunque, nonostante il penoso bollettino di guerra non mi sembra che i numeri siano in calo.
La lotta contro il fumo è stata coadiuvata da interventi mirati, ma se permettiamo a chi beve di continuare a guidare è evidente che parliamo di due pesi e due misure.
Se salisse il numero di interventi mirati, se la legge garantisse pene più severe e nessuno sconto, forse potremmo trovarci di fronte ad un percorso simile a quello del fumo. Lento, certo, una cosa di anni, ma almeno ci si potrebbe provare.

Paradossalmente la percezione dei danni che la sigaretta provoca è meno immediata di una macchina che va a 230. Per la sigaretta ci possono volere anni, per la macchina basta un attimo. Eppure, anche in questo caso, non mi sembra che abbia costituito un deterrente, anzi, è proprio quel correre sul filo del rasoio che per molti diventa stimolo adrenalinico a farli continuare. Ma non sono sicuro che tutti quelli che giocano a gioventù bruciata la pensino allo stesso modo. Se per alcuni è un mito da emulare, per altri è l'unico modo di appartenere ad un gruppo. Magari non condividendone appieno tutti gli aspetti.

Se ad esempio si continua a diffondere la percezione del bere come momento ricreativo e aggregativo, se si continuano a sfornare energy drink a basso contenuto di alcool spacciandoli per succhi di frutta adatti agli adolescenti, poi non possiamo dare la colpa solo alle automobili.

Sul fatto che siamo una società di deficienti mi sembrava di essere stato chiaro. Se non lo siamo puntiamo a diventarlo... Adesso tu mi dirai che non sei un deficiente, per carità ci credo, qui dentro nessuno lo sarà, però non puoi certo pensare che chi segue questo blog sia un campione attendibile della maggioranza.

E in termini di linguaggio da utilizzare per "acchiappare" il campione, io sarei dell'idea di provarle tutte. Non è detto che ciò che ci fa ridere, che ci fa pensare, che reputiamo geniale o divertente sia, in questo caso e visto il target a cui si rivolge, il messaggio migliore.
Non mi sembra che i servizi o le merci di massa siano promossi da spot o campagne geniali ed illuminanti. Se il rapporto pavloviano causa-effetto è forse l'unico che, saltuariamente, viene appreso da un certo pubblico, pensi sia veramente meglio stargliela a suonare con i violini e i cori bulgari? O almeno, visto che quelli già li abbiamo provati, proviamo a fare qualcosa di diverso.

Oppure sei dell'idea che siccome le cose stanno così non serve provare a cambiarle?
PermalinkPermalink 31.05.07 @ 11:03

Andrea [Visitatore] Email
No no Astarte, io sono d'accordissimo con te ed infatti sulla questione del fumo hai citato tutta una serie di iniziative e di "fenomeni" che hanno contribuito e che nulla hanno a che vedere con la mera comunicazione pubblicitaria. Proprio per questo, anche per il problema della velocità, continuo a pensar che sia inutile sollevare tanta polvere intorno a uno spot facendosi pippe mentali se sia meglio farli cruenti o meno, perchè gli spot secondo me non cambiano un bel niente. Questione di idee (dato che non è possibile avere dati in merito al rapporto spot-incidenti).
PermalinkPermalink 31.05.07 @ 12:08

Vitruvio [Visitatore] Email
COMMENTO SPAM CANCELLATO DALLA REDAZIONE
PermalinkPermalink 02.06.07 @ 22:15

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