L'Irlanda contro la velocità

11.05.07

L'Irlanda contro la velocità

Il 30% degli incidenti stradali in Irlanda tra il 1996 e il 2004 è stato causato da una velocità eccessiva, mentre tra il 1995 e il 2005 solo il 24% è stato causato da fatalità.
A supporto di questa dura realtà l'Autorità per la Sicurezza Stradale irlandese, con il supporto della Hibernian Insurance, e il Dipartimento per l'Ambiente, con i supporto della Norwich Union, hanno realizzato uno spot tv davverro sconvolgente.

Forse a volte bisogna mostrare le verità nude e crude per sperare dei risultati.
Se siete placidi e impressionabili vi consiglio di non guardare lo spot qui sotto.
Ma se vi piace sfidare il contachilometri, dovete guardalo.

via


di meghi | 13:00:00 | Permalink 5 commenti
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Andrea [Visitatore] Email
Pugno nello stomaco.
Un forte pugno nello stomaco.
PermalinkPermalink 11.05.07 @ 14:13

chia [Visitatore] Email
l'anno scorso sempre a dublino girava un'altro spot similare come impatto ma era sulla guida in stato di ebrezza.
molto forti come spot, ma di sicuro impatto, non come i nostri che lasciano il tempo che trovano
PermalinkPermalink 11.05.07 @ 14:14
oh mio dio.
PermalinkPermalink 11.05.07 @ 16:46

Francesco [Visitatore] Email · http://prositnonprosit.blogspot.com/
Cos'altro si può fare se si devono contrastare 10, 100, 1000 spot che ci propongono uno stile di vita dove il valore principale pare sia la ricerca delle performance in tutti i sensi? Dopo tante carezze ipocrite fa bene anche un sano schiaffone.
PermalinkPermalink 11.05.07 @ 17:05

Vitruvio [Visitatore] Email · http://www.mpvitruvio.blogspot.com
da http://www.mpvitruvio.blogspot.com/
Sabato 21 aprile, “maxi-lezione” di sicurezza stradale per gli alunni del Vitruvio di Castellammare di Stabia (Na).
In realtà, presso il “Supercinema” della città delle acque, si è tenuto il convegno conclusivo del progetto “Strade Amare, strade da amare- campagna sulla sicurezza stradale”.
Il percorso formativo, ideato dal prof. Antonio Sicignano e coordinato dal dirigente scolastico, dott. Sebastiano Piccolo, consisteva in una serie di conferenze tenute da personale esperto e qualificato a vario titolo.
In particolare sono intervenuti nei vari incontri previsti: il dott. Diego Marmo, Procuratore Generale presso il tribunale di Torre Annunziata, la dott.ssa Stefania Trotta, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Torre Annunziata, il dott. Luigi Riello, magistrato già componente del C.S.M., il dott. Giovanni De Angelis, dirigente del tribunale di Gragnano, il dott. Luigi Petrillo, dirigente del commissariato P.S. di Castellammare, la dott.ssa Valeria Moffa, vicequestore della polizia stradale di Napoli, il cap. Giuseppe Mazzullo, comandante dei Carabinieri di Castellammare, il sen. Luigi Bobbio, relatore della legge sulla confisca dei ciclomotori, l’on. avv. Sergio Cola, relatore della legge sulla patente a punti, con i suoi giovani collaboratori l’avv. Andrea Imperato ed il p. avv. Gaspare Jucan Sicignano. Tuttavia il fiore all’occhiello del progetto era proprio il convegno conclusivo, in cui i ragazzi hanno potuto ascoltare le tragiche testimonianze del Maggiore dei Carabinieri Giuseppe Mari, padre di Catello noto calciatore deceduto lo scorso anno a causa di un incidente stradale, e di Alessio Tavecchio da Monza, ragazzo disabile per una caduta dalla moto e presidente dell'omonima fondazione, oltre che autore del libro "Cronaca di una gurigione in-possibile".
In una gremita sala del “Supercinema”, davvero toccante si è rivelato l’intervento del Maggiore Giuseppe Mari, che ha esordito con espressioni, molto commoventi: «quando ti muore un figlio, ti muore l’anima e preferiresti che i fiori al cimitero fossero gli altri a portarli a te», ed ancora: «ai genitori consiglio di non aver paura di essere petulanti, insistete con i ragazzi in frasi del tipo “metti il casco”, “metti la cintura” e “vai piano”, io questa mattina sono in veste di genitore, un genitore sfortunato». Sempre all’insegna delle raccomandazioni si è espresso Alessio Tavecchio aggiungendo un particolare agghiacciante alla sua tragica storia: «io sono caduto con la moto su una buca non sufficientemente segnalata, ad una velocità di 50 Km all’ora. I comuni, le provincie e le regioni dovrebbero avere maggiore attenzione alla struttura del manto stradale ed tutti quei pericoli ad esso connessi, perché dopo è sempre troppo tardi».
Infine, dopo un breve saluto di tutti i relatori del progetto, il preside del Vitruvio ha ringraziato gli stessi, omaggiandoli con un quadretto ricordo dell’evento, e ricordando che «al Vitruvio chi si presenta senza casco a scuola non entra».
PermalinkPermalink 27.05.07 @ 15:18

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